La mia missione è connettere e incoraggiare il dialogo tra la creazione contemporanea e il patrimonio storico e artistico. Questo è il nucleo della mia ricerca teorica che metto in pratica nel mio lavoro come direzione artistica.
Credo che la mia formazione filologica e la mia ricerca storiografica mi abbiano aiutato a consolidare una metodologia che applico in tutte le manifestazioni della mia vita professionale. La filologia mi ha insegnato a confrontarmi con i testi in modo critico e rigoroso. È un approccio disciplinato che mi permette anche di interpretare forme di creazione più smaterializzate, come l’arte performativa. Questa struttura metodologica, tuttavia, viene costantemente messa in discussione dalla mia attività di docente universitario, che mi permette di stare al passo con le manifestazioni culturali contemporanee in continua evoluzione.
Attraverso una duplice strategia che combina la filologia con l’arte contemporanea, punto a creare un metodo dinamico e metamorfico capace di abbracciare i flussi culturali in continua evoluzione del presente.
Entrambi questi elementi – la mia formazione filologica e la mia attività di docente universitario – confluiscono nel mio lavoro di direttore artistico. Credo fortemente nel potere dell’arte come mezzo per decodificare le attuali implicazioni socio-politiche e nella sua capacità di funzionare come ponte temporale su cui si incontrano una pluralità di epoche, stili e significati. Dal mio ritorno a Roma, la mia visione culturale si è concentrata sulla promozione del dialogo tra la creazione contemporanea e il patrimonio storico-artistico. Attraverso questo dialogo unico, credo che si possa rinvigorire il nostro patrimonio artistico ed esplorare percorsi di creazione inediti. La mia missione è alimentare la riflessione sulla contemporaneità attraverso lo studio del passato ed esplorare come l’arte contemporanea possa aiutarci a vedere la nostra eredità culturale con occhi nuovi.
Dopo aver dedicato la maggior parte della mia carriera professionale agli affari internazionali e alla promozione di un dialogo interdisciplinare tra le arti e altre forme di espressione, vorrei ora promuovere i giovani artisti italiani a livello locale e all’estero e promuovere l’utilità sociale dell’arte come connessione tra arte e salute mentale.