Nella primavera del 2018, il Museo Nazionale Romano, diretto da Daniela Porro (attuale direttore della Soprintendenza Speciale di Roma), ed Electa Mondadori, concessionaria del museo, hanno commissionato a Cristiano Leone un progetto di direzione artistica per valorizzare lo straordinario patrimonio archeologico, storico e architettonico delle Terme di Diocleziano.
Il suo obiettivo era quello di restituire uno dei siti più affascinanti di Roma alla sua vocazione di spazio ideale, come una palestra di conoscenza.
Ampio e diversificato, il programma Ō è una passeggiata artistica attraverso tutti gli spazi del monumento, esaltando simbolicamente la sua funzione primaria: il passaggio dal caldo al freddo. Il suo nome, Ō, deriva dall’interiezione latina che permette di esprimere una vasta gamma di emozioni.
Più di 40 artisti internazionali con performance in situ ogni sera da settembre a ottobre alle terme di Diocleziano.
Sei installazioni multidisciplinari tra ottobre e dicembre al Planetario delle Terme.
Tutti gli eventi dell’intera stagione hanno registrato il tutto esaurito in trenta minuti, e i biglietti per la serata dell’apertura sono terminati in soli 4 minuti
In collegamento con il festival, il 28 settembre 2018 è stata aperta al pubblico una mostra-evento sull’influenza del primitivismo nella scultura del XX secolo: “Je suis l’autre. Giacometti, Picasso e gli altri“.
Dopo il successo di pubblico e critica della prima edizione, il Festival si è rinnovato attraverso un format ancora più ampio e multidisciplinare.
Dopo aver attraversato gli spazi delle sale monumentali delle Terme di Diocleziano e i suoi chiostri rinascimentali, fino a raggiungere la sala ottagonale del Planetario, l’edizione 2019 arriva a Palazzo Altemps, una residenza rinascimentale che conserva capolavori della statuaria antica.
Con Ō Tempo cento tra musicisti, designer, attori, danzatori, coreografi, registi e artisti internazionali hanno presentato opere pensate appositamente per questi spazi, per promuovere il dialogo tra il patrimonio storico e la creazione contemporanea.
Sfortuntatamente l’emergenza sanitaria non ha permesso di completare il ricchissimo programma di 32 eventi.